Sarà la prova di italiano ad aprire le danze, ed è un momento che vale la pena capire bene, sia per chi lo vivrà in prima persona sia per le famiglie che lo accompagneranno da fuori, con tutta l'ansia e l'orgoglio che questi giorni portano con sé.
La prima prova è una prova nazionale: significa che è identica per tutti, in ogni angolo d'Italia e in qualsiasi indirizzo di studio, dal liceo classico all'istituto tecnico. È il Ministero dell'Istruzione e del Merito a stabilirla e a farla recapitare agli istituti attraverso il plico telematico, che viene aperto la mattina stessa davanti agli studenti. Da quel momento parte il cronometro, sei ore in totale, il tempo massimo concesso per leggere le tracce, scegliere e scrivere l'elaborato.
E qui arriva la parte più delicata, quella della scelta. Il Ministero metterà a disposizione sette tracce, pensate per intercettare sensibilità e percorsi diversi: ambiti che vanno dal letterario al filosofico, dallo storico al tecnologico, passando per quello scientifico, sociale ed economico.
Le tracce sono raggruppate in tre tipologie. La tipologia A propone l'analisi di un testo letterario italiano, una poesia o un brano in prosa di un autore che va dall'Unità d'Italia fino ai giorni nostri, e richiede una lettura attenta capace di cogliere le sfumature di un linguaggio spesso ricco e stratificato.
La tipologia B chiede invece di confrontarsi con un testo argomentativo, scegliendo tra tre brani di ambiti diversi, mettendo alla prova la capacità di comprendere il ragionamento di un altro autore e di costruirne uno proprio.
La tipologia C, infine, lascia più spazio alla voce personale: con due tracce dedicate a temi di attualità, vicini al mondo e alle esperienze di chi si trova oggi sui banchi di scuola.
Non esiste una scelta giusta in assoluto, esiste la scelta giusta per ciascuno. Il consiglio che vale sempre, in questi casi, è non correre: leggere con calma tutte le tracce proposte, comprendere bene cosa viene richiesto in ciascuna consegna, e solo dopo decidere su quale specchiarsi meglio. Una buona prova d'italiano non misura solo la conoscenza della grammatica o degli autori studiati durante l'anno, ma anche la capacità di esprimersi con chiarezza, di argomentare con logica e di portare una riflessione critica che sia davvero propria.
Per le famiglie, questi sono giorni in cui il ruolo più utile è spesso il più semplice: esserci, senza aggiungere pressione a una pressione che già c'è. Un buon riposo la notte prima, una colazione tranquilla, qualche parola di incoraggiamento sincero possono fare più di mille raccomandazioni dell'ultimo minuto. La maturità, in fondo, non è solo una prova da superare, ma il primo grande passo di un percorso che da domani comincia a scriversi con parole proprie.
A tutti i maturandi, in bocca al lupo: la prima prova è solo l'inizio di un cammino che, passo dopo passo, vi porterà dove avete deciso di andare.


